Roma - 9 ott - Una ricerca degli istituti di analisi EuroCARE e Nomisma allerta consumatori e operatori agricoli per l' aumento dei prezzi qualora venga approvata a Bruxelles la nuova legge restrittiva in materia di agrofarmaci.
Lo studio pubblicato oggi dall’EuroCARE (European Centre for Agricultural, Regional and Environmental Policy Research), che prende in considerazione tra gli altri i risultati dell’Istituto di Ricerca italiano Nomisma, stima che la nuova normativa comunitaria che ridurrà drasticamente la possibilità di utilizzo degli agrofarmaci da parte degli agricoltori europei, potrebbe portare a un calo di produzione in Europa per tutte le principali colture.
Il calo di produzione per quanto riguarda frumento, patate, cereali e uva da vino è stimato rispettivamente intorno al 29%, 33%, 20% e 10% entro il 2020.
In Italia si prevede che l’aumento di prezzo per quanto riguarda il frumento può arrivare al 69% mentre per le patate al 55%.Friedhelm Schmider, direttore generale dell’Ecpa (Europan Crop Protection Association) commenta:
“I legislatori non hanno ancora considerato appieno l’impatto di questa nuova normativa sul costo del nostro cibo. In un momento di preoccupazione per la crisi economica globale e per il carovita, con rivolte per il cibo in alcune parti del mondo, non è stato preso in considerazione il fatto che le conseguenze di questa normativa sfoceranno in una regolamentazione disconnessa dalla realtà.”
In Italia Agrofarma, Associazione nazionale imprese agrofarmaci, che fa parte di Federchimica, sottolinea come una scelta del genere possa impattare oltre che sulle produzioni agricole anche sui prezzi di vendita al dettaglio. “Limitare l'utilizzo di questi prodotti non è una scelta senza conseguenze negative per i consumatori italiani, anche in Italia il raggiungimento di elevati standard qualitativi e quantitativi delle produzioni agricole è stato possibile grazie all’utilizzo responsabile degli agrofarmaci – afferma Luigi Radaelli, Presidente di Agrofarma – Le previsioni dello studio sono allarmanti e dovrebbero far riflettere prima di prendere decisioni drastiche.”
Lo studio pubblicato oggi dall’EuroCARE (European Centre for Agricultural, Regional and Environmental Policy Research), che prende in considerazione tra gli altri i risultati dell’Istituto di Ricerca italiano Nomisma, stima che la nuova normativa comunitaria che ridurrà drasticamente la possibilità di utilizzo degli agrofarmaci da parte degli agricoltori europei, potrebbe portare a un calo di produzione in Europa per tutte le principali colture.
Il calo di produzione per quanto riguarda frumento, patate, cereali e uva da vino è stimato rispettivamente intorno al 29%, 33%, 20% e 10% entro il 2020.
In Italia si prevede che l’aumento di prezzo per quanto riguarda il frumento può arrivare al 69% mentre per le patate al 55%.Friedhelm Schmider, direttore generale dell’Ecpa (Europan Crop Protection Association) commenta:
“I legislatori non hanno ancora considerato appieno l’impatto di questa nuova normativa sul costo del nostro cibo. In un momento di preoccupazione per la crisi economica globale e per il carovita, con rivolte per il cibo in alcune parti del mondo, non è stato preso in considerazione il fatto che le conseguenze di questa normativa sfoceranno in una regolamentazione disconnessa dalla realtà.”
In Italia Agrofarma, Associazione nazionale imprese agrofarmaci, che fa parte di Federchimica, sottolinea come una scelta del genere possa impattare oltre che sulle produzioni agricole anche sui prezzi di vendita al dettaglio. “Limitare l'utilizzo di questi prodotti non è una scelta senza conseguenze negative per i consumatori italiani, anche in Italia il raggiungimento di elevati standard qualitativi e quantitativi delle produzioni agricole è stato possibile grazie all’utilizzo responsabile degli agrofarmaci – afferma Luigi Radaelli, Presidente di Agrofarma – Le previsioni dello studio sono allarmanti e dovrebbero far riflettere prima di prendere decisioni drastiche.”