sabato 10 ottobre 2009

IN CRESCITA AGROALIMENTARE ITALIANO


Italia, geografie del nuovo made in Italy è la ricerca curata dalla fondazione Edison e da Symbola, fondazione per le qualità italiane. Presentata a Milano il 7 ottobre, offre spunti di carattere macroeconomico per una lettura approfondita del Sistema produttivo Italiano, soprattutto legato alle esportazioni. Dati piuttosto incoraggianti riguardo al settore agro-alimentare, che secondo quanto emerso dallo studio, svolge un ruolo centrale ed esclusivo per la stabilità e la crescita dell’economia italiana, anche nell’attuale contesto di crisi economica a livello internazionale.
Nel 2008, l’export della componente agro-alimentare ha registrato gli incrementi più elevati (10%), nell’ambito dell’intero sistema produttivo nazionale, accompagnati da una positiva stabilità dei consumi interni.
Dalla ricerca apprendiamo che la ricchezza prodotta dal settore agricolo per ettaro di superficie è di 1.740 euro/ha e le produzioni agroalimentari che contribuiscono maggiormente alla crescita dell’export italiano sono gli alimenti per animali (+15,4%), i prodotti lattiero-caseari (+13% nel 2006-2007) ed i preparati a base di frutta e verdura (+11%). Riguardo alla sola componente primaria, la performance più rilevante è quella del comparto dei prodotti agricoli ed orticoli, con un incremento dell’11,4%. Restringendo l’ambito di osservazione al paniere dei prodotti made in Italy, le esportazioni nazionali risultano trainate soprattutto dal vino (con una quota sull’export totale dell’aggregato che supera il 23%), seguito dalla frutta fresca (più del 14%), dalla pasta (oltre il 10%) e dai prodotti dolciari (9%); quest’ultimo comparto è anche quello che ha registrato la crescita più elevata (+28% rispetto al 2006).

L’Unione europea rappresenta il principale mercato di sbocco anche del made in Italy: essa
assorbe il 66% dell’export, di cui il 60% riconducibile a Germania, Francia e Regno Unito.

L’Italia dovrebbe quindi confermare la propria leadership sul mercato internazionale e rimanere anche nel 2009 il primo esportatore mondiale di vino, che rappresenta peraltro la prima voce dell’export agroalimenre nazionale.

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