La Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo adotterà a breve una risoluzione che impegnerà l'intera assemblea di Strasburgo a sostegno della candidatura all'Unesco della dieta mediterranea quale patrimonio culturale immateriale dell'umanità.
Il presidente della Commissione Agricoltura Neil Parish ha accolto la proposta avanzata dall'eurodeputato italiano Enzo Lavarra e dalla spagnola Rosa Miguelez e fatta propria da tutti i colleghi anche del Nord Europa.
Diversi relatori hanno illustrato come questo regime alimentare investa non solo la cucina ma un'intera filosofia di vita, fra questi il grande cuoco italiano, Alfonso Iaccarino, che ha esaltato la salubrità e semplicità di una cucina che valorizza una produzione agricola unica perché varia e fortemente collegata al territorio rurale e ai suoi agricoltori.
All'audizione ha fatto seguito una presentazione di prodotti mediterranei di quattro regioni italiane (Puglia, Toscana, Sardegna e Abruzzo) nell'ambito dell'iniziativa "Locande d'Europa", che promuove l'enogastronomia tipica italiana in altri paesi dell'Unione Europea.
L'audizione segue la presentazione della candidatura all'Unesco, avanzata lo scorso 30 settembre, da Italia, Spagna, Grecia e Marocco. La decisione sulla dieta mediterranea è prevista per il prossimo anno.
"I prodotti caratteristici della dieta mediterranea coincidono con le nostre produzioni più rappresentative e hanno un peso rilevantissimo nella produzione agroalimentare dei nostri territori."
A dirlo è Cosimo Lacirignola, direttore dell'Istituto Agronomico Mediterraneo, che parla "non solo di un modello alimentare di qualità, ricco, variato, equilibrato e sano, ma anche di una risorsa culturale per lo sviluppo sostenibile del Mediterraneo e di una parte integrante del patrimonio sociale, storico, economico, artistico e paesaggistico dei popoli della regione".
Il presidente della Commissione Agricoltura Neil Parish ha accolto la proposta avanzata dall'eurodeputato italiano Enzo Lavarra e dalla spagnola Rosa Miguelez e fatta propria da tutti i colleghi anche del Nord Europa.
Diversi relatori hanno illustrato come questo regime alimentare investa non solo la cucina ma un'intera filosofia di vita, fra questi il grande cuoco italiano, Alfonso Iaccarino, che ha esaltato la salubrità e semplicità di una cucina che valorizza una produzione agricola unica perché varia e fortemente collegata al territorio rurale e ai suoi agricoltori.
All'audizione ha fatto seguito una presentazione di prodotti mediterranei di quattro regioni italiane (Puglia, Toscana, Sardegna e Abruzzo) nell'ambito dell'iniziativa "Locande d'Europa", che promuove l'enogastronomia tipica italiana in altri paesi dell'Unione Europea.
L'audizione segue la presentazione della candidatura all'Unesco, avanzata lo scorso 30 settembre, da Italia, Spagna, Grecia e Marocco. La decisione sulla dieta mediterranea è prevista per il prossimo anno.
"I prodotti caratteristici della dieta mediterranea coincidono con le nostre produzioni più rappresentative e hanno un peso rilevantissimo nella produzione agroalimentare dei nostri territori."
A dirlo è Cosimo Lacirignola, direttore dell'Istituto Agronomico Mediterraneo, che parla "non solo di un modello alimentare di qualità, ricco, variato, equilibrato e sano, ma anche di una risorsa culturale per lo sviluppo sostenibile del Mediterraneo e di una parte integrante del patrimonio sociale, storico, economico, artistico e paesaggistico dei popoli della regione".